Lezioni di Massaggio Infantile Cantate

Apr

5,2018

Mamma, babbo, coccolami con le tue mani e con la tua voce! 

Amare un bambino è un circolo virtuoso, un feedback continuo. Più dai e più ricevi, più ricevi più desideri dare. (Penelope Leach)

Anche il neonato è pronto a un’esperienza musicale, anzi, ne ha bisogno.

Nella particolare esperienza del massaggio infantile, massaggiamo il corpicino del nostro bimbo per rassicurarlo sulla sua interezza, per dargli i suoi “confini”, ben chiari dentro la pancia, dove tutto aveva un confine ben stretto e preciso. Da un momento all’altro si è trovato fuori dall’utero materno, in uno spazio immenso dove ha assoluta necessità di riconoscere

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i suoi confini momentaneamente smarriti.

Perchè cantare al neonato? Come col massaggio diamo i confini fisici al bimbo, così con la voce della mamma (o del babbo) gli diamo quelli affettivi. Comincia a sentire e rispondere agli stimoli sonori già dalla 19a settimana di gestazione e la voce che riconosce è proprio quella della mamma e molto spesso quella del papà. Per cui parlare e cantare al neonato già da subito gli dona sicurezza, calore e tranquillità.

Il contatto fisico ha molteplici benefici: aiuta lo sviluppo fisico e neurologico del tuo bambino, aiuta la circolazione sanguigna e porta un sonno più lungo e profondo. Aggiungere la voce e il ritmo al contatto fisico lo fa diventare musica! In questo modo mamma e bambino alimentano il loro rapporto affettivo facendo qualcosa di divertente e stimolante.

Ecco alcune reazioni riconoscibili, già dai primi mesi, in risposta alla musica e alla tua voce cantata:

  • i piedini si distendono o scalciano
  • gli occhi brillano o cambiano modo di guardare, si muovono in direzione della fonte musicale
  • le mani si stringono, o si muovono energicamente nell’aria
  • il torso si muove ritmicamente
  • il neonato emette dei suoni simili al tubare degli uccelli, sorride e ridacchia

“No, ma io sono stonato/a!”

Che tu ti consideri musicale o no, la tua può diventare una “famiglia musicale”. Questo è il momento giusto per iniziare. Un buon modo per cominciare è cantare una ninnananna ogni sera, come momento rituale prima che tuo figlio si addormenti. E’ un modo semplice per fare musica con e per tuo figlio ogni giorno.

Tuo figlio è sempre felice quando canti e balli con lui, indipendentemente da quanto tu pensi di essere musicale o meno. Puoi rilassarti mentre canti o ti muovi, non solo perché tuo figlio pensa che tutto quello che fai è magico, ma soprattutto perché non c’è bisogno di avere particolari competenze musicali per far sì che il tuo bambino tragga dei benefici dalla tua partecipazione.

I bambini, anche i neonati, imparano attraverso il gioco. Prima degli otto mesi, i piccoli, esplorano il mondo che li circonda attraverso i loro sensi (ad esempio mettendo in bocca gli strumenti musicali!) e attraverso l’interazione con i loro genitori (ad esempio quando il piccolo emette un suono e tu gli fai eco). Ogni volta che tu e tuo figlio giocate con la musica, lui impara molto, e la chiave di tutto è che lo sta facendo con te. A questa età i giochi musicali sono più efficaci all’interno di una relazione affettiva, quindi più giochi con lui e con i suoi esperimenti vocali, più lui impara.

Il bambino, nei suoi primi mesi di vita, non riesce a pensare a se stesso come ad un qualcosa di separato dai genitori, ma essi sono parte integrante di come il bimbo vede se stesso e il resto del mondo. Per tuo figlio, sentirti cantar è come se lui stesso cantasse e lo stesso vale per i movimenti e la danza. Per contro, se non canti e non balli, tuo figlio non percepirà in sé la capacità di cantare o ballare. (Donald Winnicott)

Qualsiasi cosa tu faccia per tuo figlio, che sia una carezza o cantare una ninnananna, fa che sia principalmente un canale con cui trasmetti amore!

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lara

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