Studi recenti

Dieci minuti di massaggio e il neonato cresce meglio
Alex Saragosa

I seguaci delle terapie “dolci” erano già convinti che massaggiare i neonati avesse un effetto positivo, almeno sul sonno e sull’umore. Adesso una ricerca condotta da un team di vari istituti, fra i quali la Scuola Normale di Pisa e l’Istituto di neuroscienze del Cnr, guidato dal neurologo Lamberto Maffei, dice che il beneficio del massaggio riguarda addirittura lo sviluppo cerebrale dei piccoli.

Lo studio si è svolto su venti neonati prematuri (nati dopo 34-35 settimane di gestazione). Dieci di questi sono stati massaggiati per quattordici giorni (dieci minuti al giorno) in modo standard da una fisioterapista, dieci invece non hanno ricevuto massaggio. “Alla fine di questo periodo” spiega Maffei “e poi ancora tre, sei e dodici mesi dopo, abbiamo sottoposto a diversi test i bambini. Ebbene, i dieci neonati massaggiati avevano una vista più sviluppata (misurata con un test basato sulla loro reazione visiva davanti a monitor), un accrescimento corporeo più rapido, una maggiore attività cerebrale (misurata mediante elettroencefalogramma) oltre che minori livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo loro vantaggio di sviluppo si è mantenuto fino a un anno di età, cosa assolutamente sorprendente, visto il brevissimo tempo di trattamento”.

Studi paralleli sono stati poi condotti su ratti neonati, massaggiati con uno spazzolino da denti.

I test hanno rivelato come il tramite fra la stimolazione sensoriale tattile e lo sviluppo accelerato del cervello sembri essere una molecola proteica, l’Igf1 (Insulin-like Growth Factor 1), prodotta dal fegato. Questa sostanza, che ha un ruolo molto importante nel promuovere la crescita del cervello, era presente infatti in quantità maggiore del normale nel cervello dei ratti, ma anche nel sangue dei bambini. A ulteriore riprova, gli scienziati hanno notato che, bloccando con farmaci l’effetto dell’Igf1 nei ratti, i vantaggi del massaggio scomparivano.

“Siamo convinti che il massaggio funzioni anche sullo sviluppo dei bambini nati a termine” conclude Maffei “però vorremmo verificarlo. Il problema è l’organizzazione dell’esperimento: i neonati prematuri restano per un periodo in ospedale, mentre quelli nati a termine vengono subito portati a casa”..

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J. Maselko, L. Kubzansky, L. lipsitt, S. L. Buka Mother’s affection at 8 months
predicts emotional distress in adulthood. J. Epidemiol Community Health, 2010,

Obiettivo : Valutare se il livello di affettività delle cure materne precoci ha conseguenze sul benessere mentale in età adulta.

Uno studio portato avanti negli anni sessanta negli Stati Uniti a Rhodes Island i cui risultati sono stati pubblicati nel 2010 sulla rivista medica Epidemiol Community Health ha confermato la correlazione tra la qualità e la quantità di cure e coccole ricevute da un bambino nei primi mesi di vita dalla sua mamma o da chi si prende cura di lui, e il suo benessere mentale da adulto. In questo studio infatti sono stati valutati 482 bambini di età 0-8 mesi e la “quantità d’amore” che ricevevano dalle loro madri, ma lo studio non si fermava lì perché questi bambini sono stati seguiti nei 3 decenni successivi per valutare come quella “quantità d’amore” avesse modellato la personalità di ciascun soggetto. Ed i risultati sono stati inequivocabili anche perché il target di soggetti studiati era standard, non riportava quindi patologie particolari , questo ha permesso di asserire che esperienze estremamente positive vissute in età neonatale contribuiscono a produrre importanti effetti  a lungo termine.

Tutti i bambini ( purtroppo solo circa il 5% dei soggetti sotto esame ) che avevano ricevuto cure particolarmente affettuose dalla propria mamma, con particolare attenzione al contatto fatto di carezze, baci e coccole, all’età di  30 anni riportavano stati di stress, ansia e depressione estremamente inferiori o quasi inesistenti rispetto ai coetanei che avevano ricevuto cure affettive modeste o scarse. Coloro che infatti durante l’infanzia avevano ricevuto più carezze e dimostrazioni di affetto, si sono rivelati, dai test, adulti meno soggetti ad ansia, stress, somatizzazioni, angosce relazionali e rabbia.

Per la prima volta dunque un’analisi scientifica conferma ciò che ricordi, esperienze di vita ed impressioni hanno da sempre dimostrato: un bambino amato profondamente sarà in futuro un adulto non solo più sereno, ma anche più forte di fronte alle difficoltà della vita.

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Cohen-Silver J, et al. Management of infantile colic: A review. Clinical Pediatrics. 2009
Focus on infantile colic – Francesco Savino Department of Pediatrics, Regina Margherita Children’s Hospital, University of Turin, Piazza Polonia 94, 10126 Turin, Italy

Tra le seconda settimana ed il quinto mese di vita il neonato è spesso colto da improvvisi stati di pianto convulso, prolungato e ripetuto nel corso della giornata, ciò è dovuto alle coliche gassose. L’origine di tali coliche è a tuttoggi sconosciuta, ma una teoria interessante si è fatta strade negli ultimi anni : l’immaturità intestinale, con specifico riferimento all’immaturità dei nervi che presiedono alla motilità delle anse intestinali. Come spiega la dottoressa Sannicandro, pediatra neonatologa, su Noi Mamme “affinché il contenuto alimentare possa progredire regolarmente dallo stomaco al retto, bisogna che venga aiutato da una corretta motilità intestinale. Se tale coordinazione motoria manca, e in molti neonati e piccoli lattanti manca, ad una contrazione a monte corrisponde un’altra contrazione a valle, così la massa alimentare intestinale viene strozzata tra due zone contratte e non riesce a progredire. Si crea quindi distensione delle anse intestinali, dolore e, appunto, un arresto di progressione dell’alimento che, ristagnando, fermenta e distende ancora di più l’ansa stessa. Se questo è il motivo della colica, la soluzione è: massaggio addominale regolare, tutti i giorni, non durante la colica, che non sarebbe sopportato, ma in un momento di tranquillità del bimbo. Le stimolazioni tattili e pressorie provenienti dalla cute si traducono, giorno dopo giorno, non solo in una sensazione di piacevole rilassamento sia per il bambino che per la mamma che dovrà effettuare il massaggio, ma anche in una accelerazione della maturazione della funzionalità delle fibre nervose responsabili dei movimenti intestinali. Che fare? Tentare una settimana di esclusione di latte vaccino e derivati dalla dieta materna e riduzione dei cibi dolci sostituendo il latte con latte di cereali (di riso o altri cereali, possibilmente non di soia), controllare che il bambino si attacchi correttamente al seno senza ingoiare aria assieme al latte, non dare bevande di nessun genere con il biberon sia per le coliche che per integrare l’alimentazione al seno, non pesare più il bambino ad ogni poppata ma solo una volta al mese, visto che ha già compiuto un mese, imparare la tecnica del massaggio infantile se vi è possibilità di frequentare un corso specifico e praticarlo ogni giorno anche due volte al giorno.”

È bene effettuare i massaggi cercando di creare un’atmosfera di serenità e silenzio, in cui mamma e bambino si sintonizzano solo sul loro stare assieme. L’ambiente deve anche essere sufficientemente caldo perché il bimbo stia svestito. La mamma può parlare dolcemente al proprio bambino, cantare o recitare qualche filastrocca, che il bambino imparerà ad associare a questo momento speciale.
Tutti i massaggi circolari vanno fatti in senso orario, perché tale è la direzione di marcia dell’intestino. Per favorire lo scorrimento sulla pelle, ungersi le mani con dell’olio: i più consigliati sono i più naturali, come l’olio di mandorle dolci, senza aggiunta di additivi vari o profumi (che potrebbero essere causa di allergie). Dopo aver unto le mani, scaldarle prima di iniziare il contatto. Tutti i massaggi vanno fatti con una leggera pressione della mano sul corpo del bambino: non abbiate paura a premere un po’ perché sarà il bimbo stesso a farvi capire se gradisce la pressione o preferisce altro.

  1. In senso circolare e orario, disegnare dei cerchi      sul pancino intorno all’ombelico con la mano aperta, appoggiando bene      tutto il palmo.
  2. Appoggiando la mano aperta appena sotto      l’ombelico, in posizione trasversale, cioè con le dita perpendicolari alle      gambe del bimbo, far scorrere la mano verso l’inguine, con una leggera      pressione, come per far uscire aria dal pancino.
  3. Se il bimbo lo gradisce (spesso ai più piccini      non piace), piegare le gambette ad angolo retto, spingendo gentilmente le      ginocchia verso il pancino.
  4. Questi tre passi possono essere ripetuti,      ciascuno per 6 volte e in sequenza. Solitamente è il bimbo stesso che      mostra se gradisce o se è stufo, dando segni di nervosismo e chiedendo di      fare altro.

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Sharp H, Pickles A, Meaney M, Marshall K, Tibu F, et al. (2012) Frequency of Infant Stroking Reported by Mothers Moderates the Effect of Prenatal Depression on Infant Behavioural and Physiological Outcomes. PLoS ONE 7

Secondo una recentissima ricerca, pubblicata su Plos One, una madre che massaggia e accarezza il suo piccolo durante le prime settimane di vita, contrasta gli effetti che lo stress prenatale può aver avuto sul suo sviluppo.

Lo studio – condotto dalle Università di Liverpool e di Manchester insieme al King’s College di Londra – dimostra come il neonato si rilassi e reagisca meglio allo stress, se viene massaggiato e accarezzato dalla madre. Dunque un comportamento materno primordiale – equivalente secondo gli esperti a quello di molti mammiferi che leccano i propri cuccioli appena nascono – avrebbe l’effetto di condizionare i geni che determinano nel piccolo le risposte allo stress. La dottoressa Helen Sharp, analizzando la frequenza cardiaca dei neonati che hanno preso parte allo studio Wirral sulla salute e sullo sviluppo del bambino, ha evidenziato che a sette mesi di età, i neonati che hanno ricevuto dalla loro mamma massaggi regolari e carezze, si dimostrano più tranquilli e manifestano minori reazioni allo stress rispetto ad altri bambini.

Le carezze della mamma influenzano dunque l’attività genetica del piccolo, contrastando gli effetti dello stress prenatale. Si tratta di una scoperta particolarmente interessante, dal momento che è stato dimostrato che lo stress della madre durante la gravidanza può influenzare il bambino dopo la nascita, comportando in lui una maggiore predisposizione a rabbia e paura, in risposta ad eventi stressanti. Lo stesso National Childbirth Trust ha recentemente dichiarato che massaggiare il neonato non solo favorisce il sonno e costituisce un valido aiuto in caso di coliche e meteorismo, ma promuove anche l’attaccamento tra madre e bambino.

Un altro studio, dunque, che mette in luce l’estrema importanza del contatto corporeo tra una madre e il suo bambino.